CINQUANTENARIO AIC

CINQUANTENARIO AIC

ROMA, PRESENTAZIONE DEL NUOVO CORSO DI ENAPAICA, ALLA PRESENZA DEL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, IN OCCASIONE DEL CINQUANTENARIO DI AIC-ASSOCIAZIONE ITALIANA COLTIVATORI.

ENAPAICA ha svolto negli ultimi anni un percorso di fattibilità al fine di promuovere la formazione e la progettazione in ambito delle risorse comunitarie, con particolare attenzione ai Fondi Diretti. Oggi siamo in grado di proporre concretamente un’azione di sviluppo sul territorio attraverso lo studio e l’utilizzo dei Fondi Europei. L’Unione Europea, ogni sette anni, predispone un programma di finanziamenti per lo sviluppo in vari settori: salute, tecnologia, agricoltura, imprenditoria giovanile, start up e tanto altro. Si tratta in sostanza di contributi a fondo perduto assegnati dal Consiglio dell’Unione ai progetti operativi ritenuti meritevoli.

I finanziamenti europei costituiscono lo strumento principale dell’Unione europea per attuare una strategia di integrazione economica e sociale dei Paesi membri e vengono erogati in modo indiretto o diretto.

Nel caso della gestione indiretta o decentrata (i cd fondi strutturali), le risorse del bilancio dell’Unione europea vengono trasferite agli Stati membri interessati e gestite prevalentemente dalle Regioni. Queste, poi, sulla base dei propri programmi operativi, ne dispongono l’utilizzazione e l’assegnazione ai beneficiari finali. Capita però molto spesso che le Regioni debbano restituirli perché non vengono richiesti o utilizzati nei tempi previsti.

Sono decine i miliardi messi a disposizione del nostro Paese, delle Organizzazioni e delle imprese e che non vengono utilizzati. Soprattutto il Mezzogiorno d’Italia è beneficiario di tantissimi fondi indiretti che poi non vengono erogati alle organizzazioni ed alle imprese da parte dello Stato tramite le Regioni.

Certamente le responsabilità di tale spreco non sono né potrebbero essere solo della classe politica di ogni colore essa sia, quella dirigente ai vari livelli o degli imprenditori del nostro Paese. Bisogna prendere atto che la responsabilità è del Sistema Paese, cioè di tutti coloro i quali avrebbero e hanno la possibilità di incidere e non lo fanno adeguatamente o non lo fanno affatto.

Per i fondi diretti, invece, è direttamente la Commissione europea con sede a Bruxelles a stabilire i criteri di funzionamento dei diversi programmi comunitari senza intermediazioni da parte di enti amministrativi territoriali. Sono quindi svincolati da metodiche e tempistiche clientelari purtroppo molto spesso tipiche del contesto italiano. Nei fondi diretti non assistiamo al gioco di scambio di favori e la valutazione del progetto viene fatta da esperti esterni indipendenti, accreditati presso l’albo della Commissione europea, che garantiscono imparzialità e competenza. La sfida, pertanto, in questo caso è il lavoro e le competenze ed in questa logica stiamo portando avanti il nostro ambizioso programma.

I Fondi Diretti come detto sono gestiti direttamente dalla Commissione europea e sono attuati tramite i programmi comunitari come ricerca e innovazione, ambiente, cultura, formazione, politiche sociali, gioventù. Se i fondi indiretti sono inadeguatamente utilizzati, peggio ancora è per quel che riguarda i fondi diretti.

Noi però, in questo caso, anziché approfondire la discussione su ruoli e responsabilità, abbiamo preferito metterci in gioco ed anziché puntare il dito ed accusare abbiamo preferito avviare un serio, lungo ed approfondito programma di fattibilità, abbiamo costruito in questi anni una fitta rete integrata di soggetti che secondo il principio della funzionalità potesse contribuire alla realizzazione di un percorso di aggressione della fiorente offerta di Fondi Diretti presso l’Unione europea e coniugarla con la inespressa domanda del territorio di fatto lontano anni luce da Bruxelles.

Abbiamo focalizzato la nostra attenzione in questi anni proprio su quei fondi che possono essere erogati direttamente alle organizzazioni ed alle imprese, seguendo un percorso per così dire “autonomo” teso ad intraprendere un dialogo direttamente con le strutture della Commissione. Si tratta, nel nostro caso quindi, dei Fondi diretti, quelli cioè direttamente gestiti dalla Commissione europea con sede a Bruxelles.

Soprattutto per il Mezzogiorno corre l’obbligo imprescindibile di credere nel sano e fattivo utilizzo di queste risorse quale strada maestra per il tanto atteso sviluppo socio economico e per tentare di riequilibrare il divario nord sud. Ognuna delle componenti socio politiche ha l’obbligo di fare la sua parte, noi lo stiamo facendo.

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